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THE GREEK PASSION

The Greek Passion” di Bohuslav Martinu attesissima prima italiana nella Stagione 2011 del Teatro Massimo di Palermo

Nuovo allestimento di Damiano Michieletto, regista di primo piano del teatro contemporaneo

Palermo, Teatro Massimo 29 aprile – 8 maggio 2011
La Pasqua, un paese florido, l’improvviso arrivo di un gruppo di profughi, la condivisione e l’egoismo: questi i temi fondamentali – oggi di attualità – che emergono prepotentemente dalla vicenda narrata dall’opera “The Greek Passion” di Bohuslav Martinů in scena al Teatro Massimo di Palermo in prima italiana il 29 aprile prossimo.

Affascinante affresco corale di sensualità e fede, capolavoro del musicista ceco Martinů (1890-1959) autore anche del libretto ispirato alla novella Cristo di nuovo in croce del celebre scrittore greco Nikos Kazantzakis (nato a Creta nel 1883 e morto a Friburgo mel 1957, autore anche di Zorba il Greco e L’ultima tentazione), “The Greek Passion” fu completata nel 1957 e più volte rielaborata dal compositore che, morto nel 1959, non poté mai vederla in scena. Durante la preparazione dell’opera, Martinů collaborò fittamente con Kazantzakis e andò in Grecia per conoscere l’ambientazione originale della vicenda narrata e studiare la musica popolare e quella liturgica bizantina. La composizione di “The Greek Passion” rappresenta il supremo impegno artistico e spirituale di Martinů, attratto dall’afflato epico del testo di Kazantzakis, dal compresente tono epico e dal senso di pietà religiosa che lo pervade.

Nell’ultimo periodo della sua creatività Martinů mirava ad un linguaggio semplice e diretto, atto a conciliare l’originario carattere slavo della sua arte, di natura schiettamente rapsodica, con i portati costruttivi più complessi della moderna musica occidentale. Il carattere dell’opera di definisce soprattutto nelle ampie scene corali che costituiscono i pilastri principali della vicenda drammatica e musicale” (Roman Vlad).

Per questo nuovo allestimento del Teatro Massimo – evento fra i più attesi dal mondo musicale europeo – è stata scelta la versione originale del 1957 revisionata da Aleš Březina per la Universal Edition, andata in scena al Festival di Bregenz (1999) e al Covent Garden di Londra (2000 e 2004), e per la prima volta presentata in Italia.

L’opera narra il processo di identificazione dei suoi personaggi coi ruoli della rappresentazione sacra della passione di Cristo alla quale si appresta il villaggio greco di Lykovrisi, che fa da sfondo. Contemporaneamente si sviluppano le polemiche per l’accoglienza di alcuni profughi. È un’opera che parla di temi molto attuali, come tolleranza, accoglienza: «Verrebbe da dire che purtroppo è attuale – sottolinea il regista Damiano Michieletto. Nell’opera c’è però anche una forte componente religiosa, rituale. È la storia di un villaggio greco, ricco, di gente che sta bene: questo è un aspetto che viene spesso sottolineato. Arriva un gruppo di profughi: non sono stranieri, è gente loro, parla la stessa lingua e soprattutto ha la stessa religione; il loro villaggio è stato incendiato dai turchi e sono scappati. Chiedono terra, cibo, aiuto; lo chiedono in nome di Dio e in nome di Dio vengono respinti. L’impianto sociale è del tutto attuale, di fatto subentra poi la componente religiosa. Entrambi i leader di questi due gruppi sono leader religiosi, che fanno “politica”, perché gestiscono le coscienze e i comportamenti degli appartenenti ai loro gruppi. Io ho tenuto a mantenere l’attualità di questa storia senza rinunciare al lato religioso, banalizzandolo o liquidandolo come poco importante, perché secondo me nella musica è fondamentale. Al di là di questa cornice l’impianto della mia visione è contemporaneo perché contemporanea è l’umanità che viene raccontata. Quest’opera parla di noi. La condivisione fa sempre paura e la nostra umanità tende in primo luogo a proteggere se stessa e poi, eventualmente, a condividere ed accogliere. È una vicenda che non manda a casa rassicurati, anche se non ho voluto calcare la mano sull’aspetto tragico e sull’ipocrisia. Ho voluto ricordare però che “Greek Passion” parla, e molto, di spiritualità. Manolios all’inizio viene considerato lo stupido del villaggio ma alla fine viene ammazzato perché sembra essere diventato pericoloso. Ho voluto esplorare il suo cambiamento, con la carica di forza, speranza, fiducia e amore, anche se è una parola abusata, da cui quest’uomo viene invaso e per cui alla fine viene ucciso».

Sul podio dell’orchestra del Teatro Massimo debutta Asher Fisch, noto direttore israeliano, già assistente di Daniel Barenboim. La regia è affidata a Damiano Michieletto, formatosi alla Scuola “Paolo Grassi” e all’Università Ca’ Foscari, vincitore del Premio Abbiati, considerato fra i più interessanti della scena teatrale italiana; le scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Silvia Aymonino.

Il cast, numerosissimo, comprende nei ruoli principali, Ladislav Elgr (Manolios), Judith Howarth (Katerina), Jan Vacik (Yannakos), Luiz-Ottavio Faria (Fotis The Priest) e Mark S. Doss (Grigoris The Priest). Il Coro del Teatro Massimo è diretto da Andrea Faidutti, il Coro di voci bianche da Salvatore Punturo.

Costo dei biglietti: da euro 10 a euro 125, in vendita presso il botteghino del Teatro (aperto da martedì a domenica ore 10 – 15, tel. 0916053580 / fax 091322949 / biglietteria@teatromassimo.it), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit-Vivaticket. Informazioni e prevendita 800 907080 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17). Teatro Massimo – piazza Verdi 1 – 90138 Palermo

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Per ulteriori informazioni, biografie e fotografie, utilizzare l’indirizzo email: stampa@teatromassimo.it oppure tel. 0916053206 (Floriana Tessitore).

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