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PRIMA DELLE PRIME – LOHENGRIN

Primo appuntamento del ciclo

“Prima delle prime”

Stagione 2012/2013 – organizzato dagli Amici della Scala

LOHENGRIN

di Richard Wagner


TEATRO ALLA SCALA

RIDOTTO DEI PALCHI “A. TOSCANINI”

MERCOLEDÌ 21 NOVEMBRE 2012 ORE 18

L’ultima delle opere giovanili di Wagner. La prima ad essere rappresentata in Italia, nel 1870 a Bologna (più di venti anni dopo la sua composizione), accolta da un inedito entusiasmo, che non riscuoterà però tre anni dopo alla Scala. Il Lohengrin precede di molto la composizione della Tetralogia, ma contiene molti degli elementi che si ritroveranno nei capolavori seguenti. L’inseparabilità delle arti, la musica come mezzo per il “tutto”. Il Leitmotiv è già ricorrente. Il celebre e osannato Preludio, frutto di una magnifica orchestrazione che per tutta l’opera innalzerà e intensificherà ogni singola espressione, regala un pathos, una delicatezza e una piena intensità che preparano al dramma interiore di Elsa, eroina che sconterà una visione teodicea della lettura dell’opera. Elsa è accusata di fratricidio. Il ducato di Brabante è lacerato da disordini e rivolte; di fronte al re Enrico, Federico di Telramondo e la malvagia moglie Ortruda, in un complotto macbethiano, accusano l’eroina di aver ucciso il fratello Goffredo, erede legittimo del Duca di Brabante e condottiero designato. Elsa è chiamata a difendersi da questa accusa infamante, ma risponde raccontando un sogno, un onirico desiderio: la venuta di un cavaliere ignoto in difesa della dama. E nel mondo dell’umana ingiustizia, irrompe come una illuminazione romantica nella musica di Wagner, un cavaliere, su di una imbarcazione traghettata da un cigno. È Lohengrin, che si offre di perorare la causa, ma sul tema della Domanda Proibita, pone in essere una e una sola condizione: che non gli si domandi il nome, la natura e la provenienza. Ecco la necessità di essere amati e apprezzati senza il bisogno di giustificarsi o di rivelare la propria identità. La ricerca dell’amore incondizionato. L’immedesimazione del compositore? E c’è anche un dilemma, una riflessione sulla reale benevolenza di Dio. Come può permettere che la innocente Elsa affronti questo ingiusto dolore? Il secondo atto si apre all’insegna del dubbio e dell’inganno. Ortruda tenta subdolamente di instillare il dubbio nella mente di Elsa: chi è realmente quel cavaliere? Perché non vuole che si conosca il suo nome? L’eroina sventurata, una epica “Justine”, tende tuttavia la mano a Ortruda, che però insiste nella richiesta: il nome deve essere rivelato. La fede, la fiducia di Elsa sono per Wagner critiche nella relazione della figura con la redenzione.

Lei può fidarsi dell’uomo che l’ha salvata, e la magia continuerà finché rimarrà fedele a questa promessa. Ma il dubbio inizia ad insinuarsi in Elsa, come il serpente della Genesi che tentò Eva al desiderio di conoscenza e consapevolezza, che soddisfatti porteranno solo disillusione e sofferenza. E’ l’inizio della fine. Il terzo atto apre con il Preludio, in cui la musica raggiunge una altissima intensità di espressione e prepara agli inevitabili eventi. Il crescendo nell’attesa della rivelazione prepara lo spettatore. Lohengrin decide di esaudire pubblicamente quella curiosità. Lohengrin è il cavaliere del Sacro Graal. Il custode delle Sacre Reliquie di Cristo. Ma ora l’ultima speranza di amore per il cavaliere è persa. La curiosità, come privò già Orfeo del suo destino di amore, si fa crudele anche verso Elsa. Ma Lohengrin lascia un ultimo dono: Goffredo, ritornato all’aspetto umano e liberato dal maleficio che lo aveva trasformato in cigno. E in crisi nel profondo, Elsa, si lascia cadere esanime tra le braccia del fratello, dilaniata da un tragico rimpianto. Ma è troppo tardi.

Nell’incontro “Raggi argentei da un affresco medioevale” con ascolti e video, ne parlerà Quirino Principe, musicologo, germanista.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Supporto per l’ospitalità Brera Hotels

Supporto tecnico Meeting Project s.r.l. service audio-video Milano

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