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RODOLFO LAGANÀ E MILENA MICONI-CAMPO DE' FIORI

di Ilaria Faraoni – foto di Piergiorgio Pirrone

Ha debuttato il 6 novembre scorso al Teatro Sistina di Roma, Campo de’ fiori, commedia musicale scritta da Rodolfo Laganà, che ne è il protagonista insieme a Milena Miconi e che firma il testo insieme a Gianni Quinto.

La regia è di Pino Quartullo che la definisce “Una commedia musicale proletaria”, in quanto racconta la vita e i sogni di alcune persone semplici, nel senso più nobile dell’aggettivo: un fruttarolo, un operatore ecologico, una fioraia, la normalità con cui si scontra invece la cronaca attuale che riporta della famosa piazza romana solo l’aspetto violento e delinquenziale della vita notturna.

Come ha spiegato Laganà in conferenza stampa: “… Abbiamo preso di Campo dei fiori non quello che si poteva banalmente pensare, ossia le risse, le bottiglie, la droga, i coatti ma tante altre cose, quelle positive”. “Quando rappresentiamo la movida dei giovani” ha continuato Rodolfo, “Tocchiamo argomenti molto importanti come la disoccupazione, il lavoro, i matrimoni e i divorzi dei genitori, ma sempre in maniera molto leggera, a striscia, come dico io”.

“È una commedia un po’ alla Garinei e Giovannini”, ha spiegato poi Laganà, uno spettacolo “Alla vecchia maniera”: “Sarà che sono stato influenzato per tanti anni da questo teatro e quindi ho respirato quest’aria”, ha concluso l’attore.

Campo de’ fiori è anche l’inizio di un progetto di Laganà su alcuni luoghi e piazze storiche della Capitale per raccontarne la realtà: “Stiamo già preparando Trastevere e pensando a Fontana di Trevi; è un progetto che inizia qui, speriamo che vada bene per poi continuare”.

Per ora, per Campo de’ fiori sono previste solo le date del Sistina e forse un piccolo tour intorno a  Roma, per poi portare lo spettacolo in giro per l’Italia la prossima stagione se tutto andrà bene.

Del resto, come ha precisato Laganà, si tratta di “Una commedia esportabilissima, parla di una piazza, di storie di vita comune,  di mutuo, di disoccupazione, di grandi storie d’amore”.

Nello spettacolo si parla “Il dialetto romanesco com’era e come ancora dovrebbe essere valorizzato”, ha continuato ancora Rodolfo, lanciando anche un’accusa: “Tante cose nuove lo hanno massacrato, ma il romanesco non è volgare; ricordo tutto il cinema degli anni ’50 e ’60 e il fatto che anche grandissimi attori hanno sempre recitato in lingua romanesca, una lingua nobile, d’autore e anche molto raffinata”. “Io credo che il dialetto romanesco sia stato massacrato dall’avvento delle televisioni berlusconiane e dalla moda di questi vari Zelig o simili e di conseguenza si è perso, si è imbastardito”. Quello che molti comici vogliono far passare come romanesco, secondo Laganà non s’è mai parlato, “È una lingua sconosciuta, i romani non parlano così, ma solo una parte, grazie a Dio”.

Anche Pino Quartullo è intervenuto sull’argomento: “Dalla Commedia dell’Arte fino al cinema citato da Rodolfo, ogni attore italiano ha un dialetto, il problema del romanesco non esiste, anche perché l’italiano vero non lo parla nessuno”. E ha continuato il suo sfogo: “Non si può essere così razzisti con i romani; è giusto che Roma continui una scrittura, una tradizione, un teatro popolare e racconti la contemporaneità”.

Il testo, malgrado il titolo ricalchi quello del noto film con Anna Magnani, è completamente inedito e non ha nessun nesso con la pellicola diretta da Mario Bonnard. Un rischio aggiunto, in tempi di crisi, proporre qualcosa di nuovo, ha spiegato ancora Quartullo: “Non è un caso che si facciano sempre le stesse commedie, è un problema italiano: si portano in scena i titoli famosi per poter essere distribuiti, è un cane che si morde la coda”.

Quanto alla protagonista femminile, Milena Miconi si è detta “Molto felice di lavorare in questa compagnia dove si parla di tradizioni e si torna un po’ indietro nel tempo”.

Il suo è un personaggio di cui si è subito innamorata: “Claudia è molto simile, per alcuni aspetti del carattere, a come sono io” ha confidato Milena.

“È stata per me una grande occasione da non perdere: oltre a lavorare con attori così bravi, il palcoscenico del Sistina è un traguardo da raggiungere”, ha concluso l’attrice.

Le musiche dello spettacolo sono di Roberto Giglio, in parte estrapolate dal suo album Cinecittà. “Ho avuto la fortuna di andare a sentire un suo concerto”, ha spiegato Laganà: “Roberto mi ha dato il suo disco; le canzoni e quel tipo di musica sembravano scritte per questo spettacolo. L’ho contattato, abbiamo modificato alcune cose, cambiando i testi e alcune musiche; ci sono anche delle canzoni nuove”.

Concludendo con le parole di Rodolfo Laganà: “Campo de’ Fiori fa ridere, è anche un po’ commovente, c’è una bella musica… più de questo che dovemo fa’”?

Seguono comunicato stampa, cast completo e info:


Debutta in prima nazionale al Teatro Sistina di Roma Campo de’ Fiori, la commedia musicale scritta a quattro mani da Gianni Quinto e Rodolfo Laganà. Campo de’ Fiori è la piazza più aperta di Roma, sempre viva, di giorno e di notte. E’ il luogo dove tante cose accadono e tante altre si raccontano: storie vere che sembrano favole, favole che sembrano storie vere.

In questa atmosfera magica, si racconta la storia di Cesare, un fruttarolo romano che a quasi cinquant’anni vive ancora con suo padre. Cesare, infatti, non si è mai sposato e sembra non prendere niente sul serio. È  nato e vissuto a Campo de’ Fiori, come del resto la sua famiglia, che da diverse generazioni ha il banco di frutta in piazza.

L’indole del romano si rispecchia in pieno nel protagonista della nostra storia, burlone ma sensibile, in apparenza faceto ed approssimativo ma in grado di esprimere con ironia tagliente la cruda realtà. Cesare ama la sua piazza e soprattutto ama Claudia, la fioraia con cui da sempre litiga e a cui non ha mai trovato il coraggio di dichiarare il suo amore. Non vorrebbe lasciare la casa e il suo banco nonostante intorno a lui sia tutto cambiato.

Di opinione contraria è Tiberio, suo padre, che trova un’acquirente a cui vendere casa in cambio di un bel po’ di soldi.

In questo spaccato della vita di Roma di oggi non potevano mancare altri loschi individui e infine i giovani che vivono la piazza di notte (a volte esagerando), e che sono il segno del cambiamento, del nuovo che prende il posto del vecchio.

Tra sogni per un futuro diverso, speranze di cambiamento, e momenti di rassegnazione, la commedia si snoda alternando dialoghi altamente comici a momenti di riflessione.

Campo de’ Fiori è una commedia dai toni brillanti e romantici, in cui la cronaca che si racconta, quella del mercato diurno, della movida notturna, degli intrecci amorosi, e faccendieri senza scrupoli, è destinata a diventare storia, e a tratti anche leggenda.

Oltre ai cinque personaggi e ai sei ballerini, e al testo sempre brillante, altra protagonista è la musica che avvolge tutto, fatti e personaggi in un unico cono di luce, dove al centro c’è sempre lei, Roma.

Personaggi e interpreti

Cesare Rodolfo Laganà

Claudia Milena Miconi

Alvaro Marco Passiglia

Annibale Renato Raimo

Tiberio Tonino Tosto

Ufficiale Giudiziario Gianni Quinto


Note di regia di Pino Quartullo

Campo de’ fiori è la piazza più aperta, più affollata, più eterogenea e interraziale d’Italia, da sempre. La statua di Giordano Bruno, eretta dove è stato arso, ci riporta continuamente indietro nel tempo. Giri l’angolo e trovi la statua di Pasquino, prendi una strada cinqucentesca e sei davanti al portone dei papi Farnese, fai un passo e ti imbatti nel bianco palazzo quattrocentesco della Cancelleria, ancora sede della Sacra Rota, ma il popolo, intorno a quei monumenti ride, scherza, affolla il suo mercato, convive con i turisti più eterogenei e si fa fotografare, artisti e studenti di tutte le razze si intrecciano, si ritrovano e con bevute e nuovi amori proseguono il loro cammino nella storia.

Per lo spettacolo Campo de Fiori abbiamo pensato a quei  romani che ci abitano, a chi, a causa  di un pignoramento viene cacciato dalla propria casa, a qualcuno che vorrebbe scappare di là per i ricordi di chi non c’è più, e a qualcuno che di là non si vuole muovere perché pervicacemente attaccato a Campo.

Un “fruttarolo”, una fioraia, uno “scopino” sono i protagonisti di questa nuova commedia musicale proletaria, frutto dell’amore per un indimenticabile film con Fabrizi, la Magnani e Peppino, ma anche della nostalgia per una Roma teatrale un po’ sparita, raccontata da Magni, Proietti, Petrolini, Garinei e Giovannini, Trovajoli e altri grandi. La nostra commedia musicale è filtrata dallo sguardo di un “fruttarolo” musicista e  sognatore (Rodolfo Laganà) che ama quella piazza e la vorrebbe vedere sempre come ce l’ha raccontata realmente un operatore ecologico (vero) di Campo de’ fiori: “L’ora più bella è verso le cinque, le sei di mattina, quando è completamente deserta e rossa; piena de sorci che corrono da tutte le parti e ce danno ‘na mano a smaltì quello che lasciano”; il “fruttarolo” Cesaretto la vorrebbe ancora oggi come un acquerello di Roesler Franz, ambrata e deserta, ma idealmente senza sorci.

Con Rodolfo Laganà abbiamo frequentato insieme il laboratorio di Gigi Proietti, al Teatro Brancaccio, negli anni in cui andava in scena Gaetanaccio di Magni. Due anni fa ci siamo ritrovati con Gigi e tanti altri ex-allievi per un evento teatrale speciale: Gigi è tutta colpa tua, al Teatro Traiano di Civitavecchia, per festeggiare i 30 anni del laboratorio e abbiamo riassaporato subito quel divertimento immenso, prezioso e raro, che si prova quando si  sta in scena con il grande Gigi: il serio lavoro di far ridere. Lavorare con Rodolfo mi restituisce quella gioia là, l’euforia del ritrovamento di un fratello pazzo e simpatico che torna in Italia dopo 30 anni; due amici delle scuole medie che fanno gli scherzi ai professori.

Le musiche di Roberto Giglio, coinvolgenti e melodiche, contaminate di sonorità nuove, raccontano lo spirito attuale di Campo de’ fiori, e sono sicuro che costituiranno un punto di forza dello spettacolo. Con le coreografie “stompeggianti” di Maria Luisa Rubulotta e i costumi pastello di Patrizia Pontesilli, cercheremo di farvi vivere, nel Campo disegnato da Gianluca Amodio, una storia di oggi, divertente e possibile, un po’ magica senza diventare mai “ favola”.

Un particolare “onore al merito” alla nostra produzione AB management di Andrea Bianco per avere avuto il coraggio di avventurarsi  in una “nostra romana commedia nuova”, e non giocare facile, scegliendo titoli di musical già famosi e arcinoti.

Debutto nazionale: Roma, Teatro Sistina, 6 novembre 2012

Il Sistina – Via Sistina, 129

Dal 6 al 25 novembre 2012

Dal martedì al sabato ore 21.00, la domenica ore 17.00. Info 06. 4200711

Biglietti prevendita inclusa da € 21,00(ridotto infrasettimanale) a € 44,00 (intero pomeridiana domenica)


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