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PER IL CICLO PRIMA DELLE PRIME GLI AMICI DELLA SCALA PROPONGONO "MACBETH"

Per il ciclo Prima delle Prime, il 19 marzo gli Amici della Scala presentano un approfondimento sul Macbeth di Giuseppe Verdi, che debutterà alla Scala il 28 marzo con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. L’incontro A preferenza delle altre mie opere. Voci dal Macbeth. Gli ultimi anni di galera (Verdi, 1847-1850) tenuto dal musicologo Daniele Carnini sarà, come di consueto, presso il ridotto dei palchi A. Toscanini.

Segue comunicato stampa:

Amici della Scala:

Ottavo appuntamento del ciclo

“Prima delle prime”

Stagione 2012/2013 – organizzato dagli Amici della Scala

MACBETH

di Giuseppe Verdi

libretto di Francesco Maria Piave

TEATRO ALLA SCALA

RIDOTTO DEI PALCHI “A. TOSCANINI”

MARTEDÌ 19 MARZO 2013 – ORE 18

Questa tragedia è una delle più grandi creazioni umane! Se noi non possiamo fare una gran cosa cerchiamo di fare una cosa almeno fuori del comune. Ti raccomando i versi che essi pur siano brevi: quanto più saranno brevi e tanto più troverai effetto […] non vi deve essere parola inutile: tutto deve dire qualche cosa, e bisogna adoperare un linguaggio sublime […] Brevità e sublimità”. Così scriveva Verdi a Francesco Maria Piave. Il compositore consegnò al librettista una trama già strutturata, avendo effettuato in prima persona i tagli e la riduzione,  chiedendogli di versificare. Verdi adorava Shakespeare e non prendeva alla leggera il compito di essere fedele all’originale; ma non conosceva l’inglese, e doveva affidarsi alle traduzioni allora disponibili (probabilmente quella di Rusconi). Motivo probabile per il quale insisteva molto sul concetto di “Poche parole! […]”, spiegando che “Le stesse cose con uno stile più elevato si dicono con metà parole”. Sebbene non fosse mai stato in Inghilterra fino alla scrittura del Macbeth, tramite il suo amico Andrea Maffei recuperò solide notizie sulla rappresentazioni nel paese di origine. Verdi sentiva una forte affinità con il drammaturgo inglese: entrambi si trovavano nella condizione di dover realizzare prodotti artistici su calendari stretti e durissimi, inoltre per spettatori che attendevano con ansia le loro creazioni. Ed entrambi erano vulcani creativi. Non a caso Verdi riuscì nell’impresa di creare tre capolavori da Shakespeare, autore verso il quale in Italia l’interesse maturò solo intorno alla metà del XIX secolo. La prima rappresentazione pubblica di un’opera di Shakespeare avvenne a Milano solo nel 1842! Verdi fu quindi uno dei principali promotori e veicoli di conoscenza dello scrittore inglese, soprattutto dopo la prima del suo Macbeth, che contiene però molte differenze rispetto al testo originale, tra cui due significative: la riduzione di Macduff a un ruolo secondario, e l’importanza della figura di lady Macbeth, che nell’opera di Verdi ha un ruolo dominante e crescente nella vita criminosa del marito. Verdi aveva un’idea musicalmente molto precisa della sua Lady Macbeth: doveva “avere una voce aspra, soffocata cupa […]vorrei che avesse del diabolico”. Ma i cantanti erano come d’uso il punto di partenza, la materia viva di ogni idea musicale. Uno dei motivi che indussero Verdi a scegliere Macbeth come soggetto e protagonista fu proprio la consapevolezza di poter contare poco sulla parte tenorile, che nell’opera è infatti relegata a una singola aria di Macduff, puntando sul prediletto registro di baritono, per l’appunto Macbeth. Alla prima di Firenze, al Teatro della Pergola, il 14 marzo 1847, il maestro fu chiamato alla ribalta 27 volte. Al primo incontro con Shakespeare, la coincidenza fra il giudizio del pubblico e la consapevolezza dell’autore fu completa. “Ora eccolo questo Macbeth – scrisse Verdi – che io amo a preferenza delle altre mie opere“.

Nell’incontro “A preferenza delle altre mie opere. Voci dal Macbeth. Gli ultimi anni di galera (Verdi, 1847-1850)” con ascolti, ne parlerà Daniele Carnini, musicologo.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti

Supporto per l’ospitalità Brera Hotels


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