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REVIEW – CANCUN

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La commedia dei desideri inespressi

GetInline-3di Erica Culiat

Cancun non è un testo recente dell’autore catalano Jordi  Galceràn, è del 2007, ma è inedito per il nostro Paese – la traduzione è di Ilaria Panichi e Pino Tierno – ed è stato scelto dal Teatro Stabile di Trieste La Contrada per inaugurare la propria stagione il 23 ottobre scorso. E da Trieste Cancun inizierà il tour nei principali teatri italiani.

Galceràn è di casa alla Contrada: in co-produzione con il Rossetti è stato allestito Il Metodo che verrà ripreso anche quest’anno, mentre nella stagione 2013/14 per gli appuntamenti di Teatro a leggìo era stato presentato Il Prestito.

È stata una serata effervescente come lo champagne che scorreva in scena e che fa capitolare i quattro protagonisti, due coppie di amici sposati, Francesca e Giovanni alias Mariangela D’Abbraccio e Giancarlo Ratti, e Laura e Paolo (Nicoletta Della Corte e Blas Roca Rey) che li fa parlare un po’ troppo.

Cancun o dei desideri inespressi. È la commedia infatti dei desideri o meglio di quei pensieri che ogni tanto galleggiano nella coscienza, ma che ricacci indietro perché ormai  cosa vuoi cambiare? Sei sposato da anni, non ti manca niente, vai in vacanza dove vuoi, questa volta in Messico, ti permetti quello che vuoi, i figli ormai sono grandi. Insomma Francesca e Giovanni se la passano bene. I loro amici, Laura e Paolo, senza figli, forse non hanno tante possibilità economiche, ma non si lamentano.
Una confessione di Francesca, «ho nascosto le chiavi della macchina di Giovanni perché lui non accompagnasse a casa Laura» innescherà una reazione a catena sventagliando possibili scenari  dove le coppie vengono rimescolate – volutamente non vi raccontiamo l’ultima scena altrimenti roviniamo la sorpresa! -.

GetInline-2Il regista Marco Mattolini l’ha pensata un po’ sulla scorta di Sliding Doors di Peter Howitt, il risultato è davvero godibile, complice un cast affiatato e che si diverte mentre recita. Su tutti, ma senza togliere niente agli altri, un plauso speciale a Giancarlo Ratti, vi ricordate la trasmissione Il ruggito del coniglio? che ci ha trascinati in esilaranti e surreali lidi.

Diciamo che in alcuni momenti la D’Abbraccio era un po’ meno spontanea e naturale rispetto ai colleghi, ma forse è soltanto una questione di rodaggio.

GetInline-1Quindi, dopo il debutto estivo al Festival di Borgio Varezzi, questa commedia ironica e divertente è pronta per salpare e le auguriamo il successo che Trieste le ha tributato. Quello che dispiace, ma ci riferiamo alla prima rappresentazione, la platea del Teatro Bobbio non lussureggiava di pubblico. Problema questo comune a tutti i teatri per quanto riguarda la prosa. Purtroppo.

Per completezza di informazioni aggiungiamo ancora che la scena di Francesco Fassone è suggestiva, abiti da spiaggia firmati da Andrea Stanisci, buono il disegno luci di Bruno Guastini e bravo Luca Pirozzi per le musiche che è riuscito a trasportare anche noi sulle spiagge messicane. Almeno per un po’.

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