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TRIESTE – 17° FESTIVAL PIANISTICO AL RIDOTTO

Al 17° Festival Pianistico al Ridotto di Trieste vanno in scena emozione e razionalità.

di Erica Culiat

Ormai sono diciassette le edizioni del triestino Festival pianistico al Ridotto – “Giovani interpreti & grandi Maestri”, curato e promosso da Chamber Music. Il direttore artistico Fedra Florit ha creato questa formula di cinque appuntamenti – nei primi anni erano quattro – più che collaudata dove, giovani pianisti, vengono affiancati da un maestro che in un certo senso possa essere considerato la loro guida spirituale e artistica. I pianisti vengono invitati per scelta diretta, prima si ascoltano, non si prendono mai a scatola chiusa o per sentito dire.

Il maestro di riferimento quest’anno sarà il russo Alexander Meinikov che darà il la alla stagione nel segno di Fantasia e razionalità, lunedì 17 settembre (sempre alla Sala del Ridotto Victor De Sabata del Teatro Verdi con inizio alle 20.30). Come ha sottolineato la Florit, «di Meinikov ci piace la sua concentrazione. Ascolteremo la Fantasia in do maggiore op. 15 D. 760 “Wanderer Fantasie” di Franz Schubert, le Sette Fantasie op. 116 di Johannes Brahms e 12 dei 24 Preludi e Fughe op. 87 di Dmiytrij Shostakovich».

Onore al merito, l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, ha elogiato la capacità dell’associazione di attrarre sponsorizzazioni per le varie attività, tanto più che in futuro, ha ricordato, le risorse pubbliche saranno sempre più in contrazione. Proprio la Gibelli vorrebbe creare una struttura preposta a queste attività di ricerca degli sponsor.

Il secondo appuntamento del Festival è fissato il 24 settembre. Protagonista della serata la pianista croata, unica presenza femminile, Martina Filjak. La carriera di questa giovane donna ha fatto un balzo in avanti dopo aver vinto il Primo Premio e medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Cleveland nel 2009.

A Trieste coniugherà razionalità e passione, La Fuga e la passione ardente è il fil rouge del 24, dove la Filjak interpreterà nella prima parte Haydn con la Sonata n. 32 in sol minore Hoc XVI/44 e il Bach della Toccata e Fuga in re minore BWV 565 riletta da Ferruccio Busoni e del Preludio e Fuga in la minore BWV 543, mentre nella seconda parte la sua padronanza tecnica si cimenterà con le pagine di César Franck (Prélude, Fugue et Variation in si minore op. 18) e di Robert Schumann (Faschingsschwanck aus Wien op. 26).

Antonii Baryshevskyi è il più giovane pianista di questo cartellone. Il programma del 1° ottobre sarà dedicato a La razionalità smaterializzata, l’astratta meditazione, tutto incentrato su Ludwig van Beethoven con la Sonata n. 30 in mi maggiore op.109, la Sonata n. 31 in la bemolle maggiore op. 110 e la Sonata n. 32 in do minore op. 111. Un bel obiettivo della Florit perché in realtà «è difficile staccare Baryshevskyi dalla sua terra, l’Ucraina. Lui dice, infatti, che ama costruire la sua musica nella sua terra».

Unica partecipazione italiana al Festival, quella di Giuseppe Albanese, artista internazionale, ma che insegna anche al Conservatorio Tartini del capoluogo giuliano. L’8 ottobre è dedicato a Claude Debussy nel centenario della scomparsa, I bemolli sono blu, una citazione dello stesso musicista desunta dalle sue lettere – ricordiamo come Debussy venisse ispirato dai quadri dei pittori a lui contemporanei, per esempio La fanciulla eletta di Dante Gabriel Rossetti è stata tramutata in musica con La Daimoiselle élue! e lo stesso Debussy ha sottolineato più volte nei suoi scritti critici il nesso tra suono e immagine -.

Viaggeremo tra le note dei Preludi, della Suite bergamasque e delle Ballate per Piano.

Il 15 ottobre calerà il sipario su un pianista ucraino molto sensibile con una predilezione per Schubert, Volodymyr Lavrynenko. Nella serata dal titolo Razionalità e divine lunghezze verranno proposte la Partita n. 1 in si bemolle maggiore BWV 825 di Bach, la Piano Sonata n. 3 in si bemolle maggiore di Paul Hindemith e la Sonata in si bemolle maggiore D. 960 di Schubert. Proprio Lavrynenko, in duo con la violoncellista Olena Guliei, tre anni fa ha vinto il Premio Trio di Trieste.

L’attività della Chamber non si esaurisce qui. Prosegue infatti l’attività musicale divulgativa a Gorizia a Palazzo Attems-Petzenstein. Un’anteprima, venerdì 5 ottobre alle 17.30, con il duo Sossai-Bolla per omaggiare la Grande Guerra con proiezioni di alcuni filmati originali della Cineteca di Gemona. Verranno eseguite musiche di Pizzetti, Janácek e La leggenda del Piave nell’arrangiamento di Sossai, mentre dal 7 ottobre, per tre domeniche consecutive, ricominceranno alle ore 11, gli appuntamenti Un aperitivo classico a Palazzo Attems.

Da segnare anche la serata di premiazione, il 22 ottobre, al Ridotto del Teatro Verdi, della 19esima edizione del Giampaolo Coral Award, il Concorso Internazionale Premio Trio di Trieste dedicato alla composizione per duo, trio e quartetto con pianoforte e archi, promosso dalla Chamber in collaborazione con l’Accademia Chigiana di Siena, con il sostegno del Conservatorio Tartini e dell’Associazione Chromas. La giuria internazionale nei mesi scorsi ha individuato il brano di Gabriele Cosmi Concerto per pianoforte e strumenti, fra 58 partiture provenienti da 19 Paesi del mondo. Cosmi è al lavoro per la consegna di cinque brani inediti che saranno brani d’obbligo per le cinque categorie del Premio Trio di Trieste 2019. Ad omaggiare Cosmi, il Trio Gaon, vincitore nel ’17 del Premio Trio di Trieste. Infine, fuori abbonamento, Auguri di Natale, un concerto della violoncellista Ella van Poucke, laureata con il Premio Chigiana 2017, all’Hotel Savoia Excelsior Palace Trieste con musiche di Bach, Cassadò e Piatti.

Un lavoro, questo della Chamber, indefesso, che si rivolge ai giovani aumentati negli anni come presenze, perché, come ha chiosato la Florit, «dobbiamo dare un futuro al nostro passato». (acmtrioditrieste.it).

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