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DAL REGISTA CHAZELLE, IL PLURIPREMIATO FILM MUSICALE “LA LA LAND”, DAL 26 GENNAIO NELLE SALE

di Ilaria Faraoni

14 nomination agli Oscar 2017. Ha già vinto ben 7 Golden Globes, portando a casa il premio in ogni categoria in cui era nominato (Miglior film/musical o commedia, Migliore attrice in un film/musical o commedia, Miglior Attore in un film/musical o commedia, Miglior Regista, Migliore Sceneggiatura, Miglior partitura e Miglior canzone originale); è stato premiato al Toronto International Film Festival (Tiff) con il Grolsch People’s choise Awards, il premio del pubblico; Emma Stone ha ricevuto, per la sua interpretazione, la Coppa Volpi nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Ha fatto il pieno di premi (ben 8 riconoscimenti) anche tra quelli assegnati dalla critica statunitense: Critics’ Choice Awards e la lista sarebbe ancora lunga.

Stiamo parlando di La La Land, il musical cinematografico diretto da Damien Chazelle, con Emma Stone e Ryan Gosling, prodotto da Summit Entertainment e presentato da Leone Film Group e Rai Cinema, che uscirà nelle sale italiane il 26 gennaio prossimo.

Ho voluto raccontare questa storia usando musica, canzoni e ballo. Penso che il musical sia un genere magnifico per esprimere quell’equilibrio tra i sogni e la realtà”, ha dichiarato il regista Chazelle. 

Il compositore Justin Hurwitz, che temeva l’effetto nostalgia del genere “film musicale”, ha sottolineato la ricerca del linguaggio contemporaneo non solo a livello musicale, ma anche visivo.  

Della stessa idea Chazellle che ha spiegato: “Con La La Land ho voluto realizzare una storia d’amore e creare un musical come quelli che mi mandavano in estasi quando ero bambino, ma aggiornato, moderno. Volevo analizzare come usare il colore, i set, i costumi e tutti quegli elementi espressionisti della vecchia scuola per raccontare una storia che si svolge nella nostra epoca”.

La coreografa Mandy Moore, dal canto suo, pone il film al confine tra le pellicole dei nostri giorni ed i classici senza età. 

Nel cast anche Jonathan Kimble Simmons che ha già lavorato con Chazelle nel premiato Whiplash (vincendo per l’interpretazione un Oscar® e un Golden Globe), Finn WittrockSandra RoskoSonoya Mizuno e John Legend.

Segue comunicato stampa dettagliato con sinossi, cast e dichiarazioni del team creativo: 

La la land

LEONE FILM GROUP E RAI CINEMA

Presentano

Una produzione

Summit Entertainment

Un film di
DAMIEN CHAZELLE

Distribuzione

01 Distribution

Rai cinema S. p. A.

Uscita: 26 gennaio 2017

Durata: 2h 7’

 

SINOSSI

LA LA LAND è un sorprendente musical moderno che racconta un’intensa e burrascosa storia d’amore tra un’attrice e un musicista che si sono appena trasferiti a Los Angeles in cerca di fortuna.

Mia (Emma Stone) è un’aspirante attrice che, tra un provino e l’altro, serve cappuccini alle star del cinema.

Sebastian (Ryan Gosling) è un musicista jazz che sbarca il lunario suonando nei piano bar.

Dopo alcuni incontri casuali, fra Mia e Sebastian esplode una travolgente passione nutrita dalla condivisione di aspirazioni comuni, da sogni intrecciati e da una complicità fatta di incoraggiamento e sostegno reciproco.  Ma quando iniziano ad arrivare i primi successi, i due si dovranno confrontare con delle scelte che metteranno in discussione il loro rapporto.

La minaccia più grande sarà rappresentata proprio dai sogni che condividono e dalle loro ambizioni professionali.

Dopo il successo di Whiplash, candidato agli Academy Awards come Miglior Film e Miglior Sceneggiatura non originale e vincitore di 3 Oscar (Miglior Montaggio, Miglior Sonoro e Miglior Attore Non Protagonista), il regista e sceneggiatore rivelazione Damien Chazelle ha scritto e diretto un film che è una lettera d’amore alla magia della vecchia Hollywood raccontata da un punto di vista giovane e contemporaneo. 

 

LA PRODUZIONE

In La La Land un pianista jazz e un’aspirante attrice si incontrano e si innamorano nella città dove tutti sognano di diventare delle stelle, dando vita a una storia vivace ed emozionante ricca di musica, ballo e canzoni. Il film, un’ode al glamour e alle emozioni dei classici del cinema e una lettera d’amore a Los Angeles, è interpretato da Ryan Gosling e Emma Stone e diretto dallo scrittore/regista Damien Chazelle (premio Oscar® per Whiplash).

La storia inizia dove tutto inizia, a L.A.: sull’autostrada. È lì che Sebastian incontra Mia, in un ingorgo stradale assordante che rispecchia perfettamente il momento della vita che stanno affrontando. Tutti e due sono concentrati nel realizzare quelle quasi impossibili speranze che sono l’anima della città: Sebastian cerca di far appassionare la gente del XXI secolo al jazz tradizionale, Mia insegue un’audizione dopo l’altra. Ma nessuno dei due si aspetta che quel fatale incontro li porterà a compiere passi che non avrebbero mai fatto da soli.

E proprio i passi che compiono l’uno verso l’altra e, in modo conflittuale, per raggiungere i loro sogni artistici, sono il mondo di La La Land – un mondo di colori, luci, suoni, musica e parole che ci trascinano nell’estasi della felicità che tutti inseguiamo… e nell’angoscia delle passioni che ci tormentano.

La La Land permette a Chazelle di rendere omaggio alle leggende del cinema e nello stesso tempo di portare sullo schermo come universo incantato, ma anche reale e palpabile, il territorio umano più privato – il territorio delle relazioni intime, dei sogni più arditi e dei momenti in cui le decisioni che si prendono decidono un intero destino.

“Per me era importante realizzare un film su due sognatori, su due persone che hanno grandi sogni che li fanno avvicinare, ma che li portano anche a separarsi”, dice Chazelle.

La La Land è diverso da Whiplash sotto molti aspetti, ma tutti e due affrontano un argomento che sento molto: come mantenere l’equilibrio tra la vita e l’arte, come bilanciare la realtà e i sogni e, in particolare, come gestire in modo equo i tuoi rapporti con l’arte e quelli con le altre persone”, continua il regista. “Con La La Land ho voluto raccontare questa storia usando musica, canzoni e ballo. Penso che il musical sia un genere magnifico per esprimere quell’equilibrio tra i sogni e la realtà”.

Gli elementi del film possono essere considerati senza età, ma il produttore Marc Platt, un veterano dei musical sia teatrali che cinematografici che ha fatto squadra con i produttori Fred Berger e Jordan Horowitz e che ha seguito il progetto con Chazelle fin dall’inizio, fa notare che l’approccio è innovativo. “Damien ha immesso nuova linfa nel genere, partendo dai classici, ma facendoli evolvere perché fossero adeguati alla vita della L.A. di oggi. Ha trasformato gli elementi caratteristici dei vecchi grandi film in qualcosa di affascinante per le nuove generazioni”, osserva Platt.

Per ottenere questo ibrido di idee innovative e forme classiche, Chazelle ha lavorato con un gruppo di collaboratori, ognuno dei quali ha messo in gioco tutta la propria inventiva. Oltre a Berger, Horowitz e Platt, il gruppo comprende il compositore Justin Hurwitz, che ha già collaborato in passato con Chazelle per i film Whiplash e Guy and Madeline on a Park Bench; i parolieri di Broadway candidati ai Tony® e agli Emmy® Benj Pasek e Justin Paul, gli eredi del XXI secolo di Rogers e Hammerstein; e la coreografa Mandy Moore, che ha reso popolare la danza contemporanea con So You Think You Can Dance, e questa volta ha l’occasione di creare numeri di danza per il grande schermo.

Hurwitz dice che lui e Chazelle hanno cercato di imprimere un linguaggio contemporaneo – a livello musicale, visivo ed emotivo – a un genere che corre il rischio della nostalgia. “L’idea di realizzare non un semplice musical, ma un musical che parlasse della realtà dell’amore e dei sogni nella L.A. di oggi, ha dato entusiasmo ed energia a me e a Damien”, dice il compositore. “E poi ci piaceva molto l’idea di inserire il senso della vita di oggi in quel mondo”.

Per Moore, La La Land occupa un posto al confine tra l’epoca odierna e i classici senza età. “Il film mostra quanto sia importante a livello culturale una bella unione tra musica, recitazione, ballo e canto nel racconto di una storia”, conclude.

Il mondo di La La Land

La La Land inizia come un folle sogno. Damien Chazelle ha voluto misurarsi in un film che convogliasse la magia e l’energia dei più coinvolgenti e romantici musical francesi e americani dell’Età d’Oro … nella nostra epoca, più complicata e stanca.

Per la straordinaria velocità con cui è cambiato il mondo negli ultimi cinquant’anni, siamo forse meno prigionieri dei capricci di incontri fortuiti o opportunità perdute, di sogni che si infrangono o di sogni che si realizzano, di conoscere l’amore puro e folle? Chazelle era curioso di sapere se un racconto con canzoni e balli potesse ancora divertire e affascinare il pubblico in un mondo in cui il cinema è sempre più dark e digitalizzato.

“Con La La Land ho voluto realizzare una storia d’amore e creare un musical come quelli che mi mandavano in estasi quando ero bambino, ma aggiornato, moderno. Volevo analizzare come usare il colore, i set, i costumi e tutti quegli elementi espressionisti della vecchia scuola per raccontare una storia che si svolge nella nostra epoca”, dice Chazelle.

“In La La Land c’è un’estetica molto attuale”, nota Marc Platt, “i movimenti di macchina sono molto fluidi e questo dà l’impressione di essere proprio lì in quel momento, ma ti riporta all’età dell’oro del cinema di Hollywood”.

L’estetica è legata all’amore per il cinema di Chazelle, ma tutto è iniziato con un incontro davanti a una tazza di caffé tra il regista e due produttori emergenti: Fred Berger, che ha iniziato la sua carriera lavorando con Sofia Coppola e ha prodotto Taking Chance e il thriller di fantascienza The Titan, presto in uscita, e Jordan Horowitz, famoso per l’insolito dramma famigliare candidato all’Oscar® nel 2010 I ragazzi stanno bene. È stato allora che Chazelle ha parlato per la prima volta di un musical romantico ambientato a Los Angeles. In quel momento i produttori non sapevano ancora quando o come sarebbe stato realizzato, ma l’idea li intrigava molto.

“Quando lo abbiamo incontrato, Damien ci ha impressionato con la sua competenza, anche se fino a quel momento aveva fatto solo un piccolo film. Da giovane timido lo abbiamo visto diventare un filmmaker di livello ed è stato davvero speciale”, dice Berger.

Dal canto suo, Berger ricorda: “Era così diverso e coraggioso. La novità che fosse ambientato nel nostro presente era importante per noi, perché ci permetteva di realizzare un musical romantico del tutto nuovo e fresco. E date le competenze enciclopediche di Damien, sentivamo che se c’era qualcuno che poteva fare questo film era proprio lui”.

“Damien possiede un’energia e una creatività contagiose che, quando ha detto ‘È questo che voglio fare’, noi ci siamo trovati pronti a iniziare con lui questo percorso, a ogni costo”, aggiunge Horowitz. “Ma la nostra sfida era trovare il modo migliore per aiutarlo a raccontare questa storia. L’idea ci era piaciuta tantissimo, ma poi è iniziato un lungo processo di sviluppo della sceneggiatura, dei personaggi e delle canzoni”.

Horowitz e Berger erano consapevoli dell’enormità dell’impresa, ma sapevano anche che c’era un unico modo per affrontarla: correndo rischi. “Abbiamo seguito un processo molto naturale, perché all’inizio non ci siamo imposti una data precisa, sapevamo che era necessario capire come realizzare questo film”, dice Horowitz.

A livello di influenze classiche, Chazelle si è ispirato solamente ai film di Jacques Demy, il regista della New Wave francese che interruppe la serie di film super impegnati degli anni ’60 con musical colorati e vivacissimi come Les Parapluies de Cherbourg, Josephine e A Room In Town. “Probabilmente Demy è l’unico che abbia influenzato non solo questo film, ma tutto ciò che ho realizzato o voluto fare. Per me non esiste un film più formativo di Les Parapluies de Cherbourg. Lo amo profondamente”, dice Chazelle.

Chazelle ha voluto fondere alcuni degli elementi che amava di più dei musical degli anni 40, 50 e 60 – la continuità della colonna sonora, i colori vivacissimi, l’energia che esprimevano – con la sua città preferita, Los Angeles, che in La La Land è diventata un personaggio romantico, come i due innamorati del film. Los Angeles è stata molte cose nel cinema – uno sfondo noir, un paradiso del lusso, una città preda di sfrenate ambizioni. Ma Chazelle ha considerato Los Angeles una musa, una tela su cui si avvicendano incontri fatali, un traffico pazzesco, dove ognuno insegue i propri sogni, a volte senza successo, a volte con successo.

La La Land parla di una città epica, una città da grande schermo”, osserva Chazelle. “Quindi ho pensato che sarebbe stato fantastico girarla in wide-screen, per farla apparire grande e spettacolare come un classico musical di Hollywood”.

Ha ambientato la prima scena musicale del film in un ingorgo sull’autostrada per motivi molto chiari. “A L.A. la maggior parte delle auto ospita una o due persone, fa parte di quello che rende la città un po’ solitaria, ma riflette anche il fatto che è un vero paradiso per i sognatori. Cosa fai quando stai in macchina? Ascolti musica e canticchi oppure sogni. Ognuno ha il suo sogno, ognuno canta la sua canzone. Sei nell’universo della tua bolla, quindi quale posto migliore per far incontrare due sognatori come Sebastian e Mia? Abbiamo usato le autoradio per creare un arazzo musicale cui a uno a uno si aggiungono tutti quelli che si trovano in autostrada in quel momento”.

La Los Angeles di Chazelle è anche una città di incredibili desideri – una L.A. di piccoli club di jazz, di sale d’aspetto per le audizioni, appartamenti e caffetterie dove si incontrano le persone famose e gli sconosciuti che vorrebbero diventare famosi; una L.A. dove feste, planetari e perfino parcheggi possono perdere la loro normalità e diventare un sogno in movimento accompagnato da tanta musica.

La La Land è una lettera d’amore per la città”, dice Platt. “Il modo in cui il film fa incontrare questi due personaggi con tutte le icone hollywoodiane è fantastico, riesci a percepire sia la fantasia romantica della città, sia il fatto che è radicata nella vita reale”.

L’elaborazione di La La Land è stata complessa, ma un musical su larga scala non è proprio una scelta ovvia per un cineasta emergente. Chazelle è diventato famoso nel 2014 con il drammatico Whiplash, la storia di un giovane percussionista jazz e del suo spietato insegnante, che ha colpito il pubblico con il suo ritmo ipnotico e l’ossessione per la perfezione e il successo. Il film ha ottenuto cinque candidature agli Academy Award®, compresa quella per il miglior film, e ha vinto tre Oscar®.

Ma prima che il film fosse realizzato, Chazelle aveva già esplorato il genere musicale. Il film con cui ha esordito, Guy and Madeline on a Park Bench, era una storia romantica in bianco e nero raccontata anche con musica e ballo, una sorta di rivisitazione dei musical MGM a basso budget che erano stati il tema della sua tesi di laurea ad Harvard nel 2009. Per Chazelle è stata un’altra opportunità per studiare la storia del cinema e andare avanti. “Sono arrivato tardi ai musical, più o meno alla fine del liceo, quando ho cominciato a interessarmi ai film d’avant-garde e ho visto la serie dei vecchi ‘Fred and Ginger’ come parte di quella tradizione”, spiega Chazelle. “I musical degli anni 30 erano davvero sperimentali e questo era eccitante”.

Guy and Madeline on a Park Bench ha inserito Chazelle tra i nuovi talenti più interessanti, ma lui aveva un grande sogno in technicolor che aspettava solo il momento giusto per realizzarsi. “Guy and Madeline grattava solo la superficie di quello che volevo fare con il genere”, dice Chazelle. “Così ho continuato a scrivere sceneggiature per trovare l’idea di un grande musical che si basasse sugli stessi principi, un musical sulla vita reale con la spettacolarità del Cinemascope e del Technicolor degli anni 50”.

Sono stati questi sogni che hanno portato a La La Land. Chazelle ha iniziato a lavorare alla storia con il compositore Hurwitz – che aveva conosciuto quando studiavano tutti e due a Harvard – molto prima che iniziassero a collaborare per Guy and Madeline on a Park Bench e Whiplash.

Hurwitz dice che lui e Chazelle hanno sempre parlato di ritmo e melodia. “Il nostro rapporto è sempre stato legato alla musica – e ai film con grandi numeri musicali che ci hanno ispirato, che si trattasse di Les Parapluies de Cherbourg o di Cantando sotto la pioggia”.

“Justin e io parliamo lo stesso linguaggio”, aggiunge Chazelle. “Lui ha scritto le musiche di Whiplash, ha scritto le musiche di La La Land, e spero che scriva le musiche di tutti i miei prossimi film”.

Hurwitz era eccitato nel vedere Chazelle creare Sebastian e Mia, due sognatori moderni, che rispecchiano le loro reali passioni: musica e cinema. Per Hurwitz, il brivido tra Sebastian e Mia – che li attira uno all’altra ma che nel contempo li separa perché ognuno ha i propri obiettivi artistici – è la forza motrice di ogni elemento creativo, compresa la sua colonna sonora.

“È un film molto romantico, ma c’è anche un senso di malinconia”, dice Hurwitz. “C’è l’emozione dell’innamoramento e c’è il dolore della separazione, che devono emergere nel loro intreccio”.

La sinergia creativa tra Chazelle e Hurwitz è stata molto produttiva. “Justin è stato al mio fianco in ogni fase del processo”, dice Chazelle. “Prima che scrivessi qualche dialogo, quando stavamo ancora elaborando la storia, Justin stava già lavorando al tema musicale. Anche durante il montaggio, io lavoravo in una stanza e lui in quella dall’altro lato del corridoio”.

“Justin è stato un elemento fondamentale del nostro team fin dal primo giorno”, dice Fred Berger. “Una delle grandi gioie del film è stato il fatto che la musica veniva composta seguendo lo sviluppo della sceneggiatura – e poiché Justin e Damien si conoscono da quando avevano 18 anni, hanno lavorato insieme come fratelli, stimolandosi l’un l’altro. Justin vive e respira letteralmente musica e non sacrificherebbe mai la qualità. Inviava dei demos di pianoforte a Damien, che ne selezionava venti, poi Jordan e io ne sceglievamo alcuni e da qui le canzoni si sviluppavano quasi come si sviluppa una sceneggiatura”.

“Justin Hurwitz è un talento davvero speciale, una persona tranquilla con una grande anima che mette tutto se stesso nella musica”, osserva Marc Platt. “In La La Land gli abbiamo chiesto di scrivere melodie che si accordassero con sentimenti diversi, attuali ma con un tocco di jazz. Ha scritto ogni singola nota del film – una voce musicale che riecheggia lo stile di Damien e ha una sua grammatica”.

Whiplash ha fatto conoscere il grande talento di Chazelle e ha quindi suscitato interesse intorno a La La Land. Chazelle ha presentato la sua visione del film alla Lionsgate, che ha voluto che il film fosse realizzato esattamente così come era stato concepito. “Abbiamo potuto fare proprio il film che Justin e io avevamo immaginato fin dal 2006”, afferma Chazelle. “Non ci sono stati compromessi. Realisticamente, penso che ci aspettassimo tutti che si dovesse arrivare a qualche compromesso perché quando mai la vita reale rispecchia la fantasia? E invece questo è stato un sogno che si è realizzato”.

Nel frattempo era entrato nel team anche Marc Platt, che ha iniziato la sua carriera in teatro e ha prodotto musical importanti come Into the Woods e Nine.

Platt dice di non aver resistito all’idea di lavorare con Chazelle. “Ammiro molto i musical – ma ammiro anche i nuovi filmmaker che hanno qualcosa da dire, e in particolare il modo in cui lo dicono. Sono stato colpito immediatamente dal modo in cui la visione di Damien trasporta il passato nel presente. Era pronto a girare le sequenze come avrebbero fatto i vecchi studi, dove non si tagliava via niente. Era interessato alla gamma dei colori vivaci di Demy e alle coreografie di Jerome Robbins e Bob Fosse. Ma, nello stesso tempo, ciò che rende così forte la sua sceneggiatura è il realismo emozionale dei due innamorati, due personaggi moderni e incantevoli”.

Eppure le produzioni musicali sono notoriamente quelle che si affermano con più difficoltà nel mondo del cinema di oggi, confessa Platt. “Ci sono un numero maggiore di variabili rispetto a un film drammatico”, spiega. “Per prima cosa c’è la musica – melodia, parole, orchestrazione e arrangiamento – poi ci sono gli attori che devono imparare canzoni e numeri di ballo, e per finire tutti gli aspetti visivi, il design, i costumi, la fotografia, le luci – tutto questo deve creare un mondo che non è quello reale, ma che ci si avvicina molto. La domanda era: possiamo unire tutto questo in un insieme che abbia un tono che lo faccia apparire contemporaneo?”.

Parte della risposta viene dalla scelta dei due attori. “L’idea è stata quella della vecchia Hollywood di creare una nuova coppia, una coppia iconica”, commenta Chazelle. “C’erano Fred e Ginger, Bogart e Bacall, Myrna Loy e Dick Powell, coppie incredibili che interpretavano ruoli diversi ma che erano sempre loro. È un’idea che ho trovato molto romantica, e ho pensato che Ryan Gosling e Emma Stone fossero quanto di più simile a quelle coppie. Nello stesso tempo ho sentito che potevano contribuire a rendere questo film sorprendente e a sconvolgere tutte le aspettative. Poi il film elimina tutta quella patina di glamour che in genere si associa a Ryan ed Emma quando sono insieme”.

Per quanto La La Land sia una storia romantica mozzafiato, è anche il racconto di quanto perdiamo per inseguire i nostri sogni. “Ironia della sorte, Sebastian e Mia devono separarsi per realizzare i loro sogni. Mi commuove l’idea che nella vita puoi incontrare qualcuno che ti trasforma e che ti aiuta a diventare la persona che hai sempre sognato di essere – ma che alla fine devi andare avanti da solo”, dice Chazelle. “Può nascere un amore che influenzerà tutta la tua vita, ma che non durerà tutta la vita. Lo trovo bello e commovente e ho voluto che il film parlasse proprio di questo”.

CAST ARTISTICO
Sebastian Ryan Gosling
Mia Emma Stone
Boss Jonathan Kimble Simmons
Greg Finn Wittrock
Dream Audience Sandra Rosko
Caitlin Sonoya Mizuno
Keith John Legend
CAST TECNICO
Scritto e Diretto da Damien Chazelle
Direttore della Fotografia Linus Sandgren
Musiche Justin Hurwitz
Parolieri Benj Pasek e Justin Paul
Coreografie Mandy Moore
Costumi Mary Zophres
Scenografie David Wasco
Arredatrice Sandy Reynolds-Wasco
Montaggio Tom Cross
Casting Deborah Aquila, Tricia Wood
Produttori Esecutivi Michael Beugg, Mike Jackson, John Legend, Ty Stiklorius
Prodotto da Fred Berger, Gary Gilbert, Jeffrey Harlacker, Jordan Horowitz, Marc Platt 

Un’esclusiva per l’Italia Leone Film Group

in collaborazione con Rai Cinema

Distribuito da 01 Distribution

About Ilaria Faraoni

Giornalista, laureata in “Lettere Moderne – discipline dello spettacolo” alla Sapienza di Roma (vecchio ordinamento) con una tesi in “Storia del Teatro”, ho studiato musica e chitarra classica per 10 anni con il Maestro Roberto Fabbri, sono istruttrice FITD di balli coreografici a squadre (coreographic team). Il mio interesse per l’arte è a 360°. Ho studiato fumetto diplomandomi alla “Scuola Internazionale di Comics”. Tra le mie attività c’è anche la pittura: ho frequentato i corsi della Maestra Rosemaria Rizzo e ho tenuto diverse mostre personali (una delle quali interamente dedicata al mondo del musical) in sedi prestigiose; nel 2012 sono stata premiata a Palazzo Valentini (sede ufficiale della Provincia di Roma) con un Merit Award per la promozione dell’acquerello.

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