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RECENSIONE – TABOO + LOCKER_ROOM

La solitudine in due soli per Lost Movement

di Barbara Palumbo

Nella piccola sala teatrale di Linguaggi Creativi in zona Navigli a Milano abbiamo assistito a due creazioni della compagnia Lost Movement fondata da Nicolò Abbattista e Nicolò Consalvo nel 2011. La compagnia, ormai consolidata sul territorio nazionale e non solo, ha riproposto una creazione Taboo del 2017 firmata dai due fondatori rispettivamente per la coreografia e per la drammaturgia e una novità firmata dal giovane coreografo Giovanni Careccia, dal titolo locker_room.

Potremmo sintetizzare il tema che accumuna i due lavori con la parola solitudine. Non solo, banalmente, perché i due danzatori sono soli sul palco, ma perché stanno, in maniera differente, affrontando in solitudine i drammi e gli ostacoli che la vita ci propone.

In Taboo il tema è quello della ricerca di una propria identità non solo come ricerca personale, ma anche come capacità di generare risorse in grado il liberarci da schemi precostituiti dettati dalla società. In scena Enrico Luly deve liberarsi da una gabbia che lo costringe e ne modifica le dinamiche di movimento. Per rendere il movimento più impacciato ed immediato, forse sarebbe stato necessario creare una gabbia più vincolante. Enrico padroneggia bene la tecnica, ma deve ancora lavorare sull’interpretazione, provando a lasciarsi andare maggiormente al flusso delle emozioni che la sequenza può e deve suscitare nell’interprete.

Diversa considerazione per Alessandro Bonacina che ha una presenza scenica innata e su cui può lavorare acquisendo la capacità di regalare sfumature diverse in ogni passaggio del lavoro pensato dal coreografo. Giovanni Careccia ambienta il suo lavoro in un posto generalmente affollato, lo spogliatoio. Dimensione, dove a volte, si è più soli. L’essere in competizione spesso porta alla solitudine non quella rispetto agli avversari, ma anche quella con se stessi. Dove la ripetizione di un gesto e la continua ricerca della perfezione conducono a una tragica solitudine, ma ne vale veramente la pena? Non è un prezzo troppo alto?

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