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NUOVI MUSEI E GRANDI MOSTRE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

Un momento florido per il sistema museale del Friuli Venezia Giulia tra nuovi musei e grandi mostre

di Prunella

Il museo non più come luogo polveroso e fermo, bensì dinamico, vivace e attivo grazie a iniziative e progettazioni dedicate non solo a pubblici generici, ma per ogni singola persona che si deve trovare a casa. Questo in pratica l’incipit di Marianna Bressan, direttrice delegata del Museo e Parco storico del Castello di Miramare, quando a metà novembre ha presentato l’agenda 2026 dei Musei nazionali del Friuli Venezia Giulia, ricordando anche «la messa in rete degli stessi, così che il museo diventi luogo dove si produce cultura e dove si sviluppa il senso di comunità. Ci saranno inoltre strumenti condivisi come un unico sito web, newsletter informative e una identità grafica comune».

Il 4 dicembre (fino all’8 marzo 2026) al Museo archeologico nazionale di Aquileia si è inaugurata la mostra Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano, a cura di Massimo Osanna e Jacopo Taboll, dedicata a una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni, il santuario termale etrusco-romano di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena.
La mostra, giunta alla sua quinta edizione, presenta per la prima volta in Italia un percorso arricchito dei più recenti ritrovamenti effettuati nelle ultime campagne di scavo dall’Università per Stranieri di Siena. Qualche giorno fa il percorso espositivo si è arricchito di due statue maschili in bronzo, che raffigurano padre e figlio, oggetto di uno scavo clandestino, per cui si erano perse le tracce. Sono rientrate di recente in Italia, grazie all’intervento del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale del Comando dei Carabinieri e dopo esser state esposte nell’Aula Ottagonale delle Terme di Diocleziano a Roma, oggi le possiamo ammirare in regione.

Questo allestimento, tra l’altro, è stato fatto nei nuovi depositi del Museo archeologico nazionale di Aquileia: vengono raccontate storie di devozione, di culti e riti ospitati in luoghi sacri dove l’acqua termale era usata anche a fini terapeutici, in un periodo che vede la definitiva romanizzazione delle città etrusche.

Come ha sottolineato la direttrice Marta Novello, «al museo proseguono anche gli interventi di riqualificazione iniziati nel 2016. Dopo il rinnovamento della sede principale di Villa Cassis Faraone e dei depositi ora visitabili, avvieremo anche il restauro delle Gallerie lapidarie».

Nell’ambito del progetto inoltre rientrano due interventi in corso di completamento: il primo riguarda il padiglione multifunzionale, arricchito di nuove dotazioni per il pubblico e dall’esposizione di reperti che raccordano il museo alle gallerie anche dal punto di vista narrativo. Il secondo invece vedrà l’apertura nei prossimi mesi della sezione navale con l’esposizione dell’imbarcazione romana e del mosaico con delfini (attualmente esposto al palazzo delle Esposizioni a Roma) provenienti dal contesto archeologico di Villa della Punta di Monfalcone e recuperati negli anni Settanta del Novecento.

Sempre la Novello, cui è affidata anche la direzione scientifica del progetto del nuovo Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico, inaugurato lo scorso 18 dicembre, ha raccontato che grazie a un articolato gruppo di lavoro e grazie alla Direzione generale Musei del Ministero della cultura, è stato possibile rendere fruibile al pubblico, con un accurato restauro, la Iulia Felix, la nave scoperta nel 1986 al largo di Grado e recuperata con il suo carico a seguito delle campagne di scavo effettuate dalla Soprintendenza tra il 1987 e il 1999.

Due saranno le inaugurazioni nel 2026 per quanto riguarda il Museo archeologico nazionale di Cividale. Quella relativa alle zone esterne e quella riguardante l’area archeologica conservata nei sotterranei del museo. Con una linea di finanziamento legata al PNRR per un museo accessibile si aumenteranno le superfici fruibili, 1000 metri quadri in più. Una copertura parziale del cortile permetterà la costruzione di aula didattica, inoltre verrà sistemato il giardino terrazzato, unica area verde del complesso museale, ricavata al di sopra di un solaio in cemento armato che è il tetto dell’area archeologica conservata nei sotterranei.

Il secondo progetto riguarda il Palazzo dei Patriarchi, realizzato con fondi Mic, in particolare l’area archeologica conservata nei sotterranei del museo e che accoglierà buona parte del lapidario smantellato nel cortile esterno. Il percorso sarà provvisto da apparati multimediali che racconteranno la sede patriarcale e le sue trasformazioni.

Grande mostra alle Scuderie del Museo storico e Parco del Castello di Miramare, dal 2 aprile al 12 ottobre 2026: Gli Egizi a Miramare. Capolavori della collezione di Massimiliano da Vienna a Trieste (titolo al momento provvisorio).
I curatori si propongono di illustrare la storia della collezione in relazione al suo contesto, le scelte e gli interessi dell’arciduca, fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe, come collezionista di antichità e la trasformazione della collezione da privata a bene pubblico esposto in un grande museo nazionale. Saranno presenti 60 reperti della sua collezione oggi al Kunsthistorisches Museum Wien, organizzati in un percorso tematico che affronterà diversi aspetti della cultura egizia. A questi si aggiungeranno una ventina di reperti provenienti dal Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste come testimonianza che la passione per l’egittologia di Massimiliano ben si sposava con il gusto diffuso nel panorama del collezionismo ottocentesco triestino.
Questa selezione permetterà anche di illustrare l’evoluzione metodologica nelle pratiche di conservazione e musealizzazione delle testimonianze delle civiltà antiche e di confrontare l’approccio contemporaneo rispetto a quello ottocentesco. Non mancherà un’offerta educativa e culturale in collaborazione con CoopCulture, concessionario dei servizi aggiuntivi del museo, con percorsi tematici e laboratori didattici per tutte le scuole. Ci saranno inoltre tutta una serie di attività condivise con numerosi soggetti, dal WWF al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

Tra i progetti finanziati dal PNRR segnaliamo “sentieri parlanti”, un app multilingue, scaricabile su qualsiasi smartphone che permetterà di visitare il comprensorio in autonomia da persone con diverse disabilità, in particolare da persone cieche e ipovedenti, grazie a un sistema di teleguida in tempo reale. Un’app che diventerà il portale di accesso digitale ai servizi di Miramare.

L’altro progetto riguarda il restauro, valorizzazione e riapertura al pubblico dell’antica strada carrozzabile, chiusa da decenni per motivi di sicurezza. Al termine dei lavori il padiglione delle ex Scuderie sarà collegato alle aree a monte. La strada carrozzabile, un tempo era usata come arteria di circolazione secondaria del parco; il tracciato, una volta restaurato, permetterà al visitatore di compiere un percorso ad anello circolare nel Parco.

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