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RECENSIONE – SCANDALO

Paolo D. M. Vitale 21/12/2025 4 minuti letti
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Anna Valle e Gianmarco Saurino nello “Scandalo” di Ivan Cotroneo che colpisce e fa riflettere.

di Paolo D. M. Vitale

Quanto incide sul giudizio sociale la differenza di età all’interno di una coppia?
Questo deve essersi chiesto Ivan Cotroneo quando ha iniziato a scrivere la sua nuova commedia “Scandalo”.
Una commedia brillante che punta a dimostrare – più che a indagare – l’esistenza di pregiudizi ancora molto radicati all’interno della nostra società (qui la nostra presentazione).

La protagonista di “Scandalo” è Laura, una affermata scrittrice cinquantenne che in passato è stata la “sposa bambina” di uno scrittore molto famoso e molto più grande di lei, Goffredo, di cui adesso è la vedova. Laura, che sta affrontando il recente lutto, ha una prevedibile crisi della scrittura e di questo ne parla con la sua cinica editrice Giulia e con il vicino Roberto. Laura è sostanzialmente sola, dal momento che il suo matrimonio l’ha di fatto isolata socialmente: la sua colpa è quella di aver sposato un uomo 24 anni più grande lei.
La monotonia casalinga viene però stravolta dall’arrivo di Andrea, un giovane uomo che suo marito Goffredo prima di morire aveva assunto per riorganizzare la loro grande biblioteca. Fra Laura e Andrea ci sono gli stessi 24 anni di differenza che separavano Laura da Goffredo. E come all’epoca Laura aveva fatto scandalo per la sua relazione con un uomo famoso e più grande, ora sa esattamente lo scandalo che provocherà nel momento stesso in cui ufficializzerà la loro relazione. Non vi sveliamo come va a finire perché effettivamente il finale è inatteso.

In “Scandalo” Cotroneo, che ne cura anche la regia, riesce a dimostrare con chiarezza e lucidità, quello che già sappiamo molto bene: a parità di azione le donne vengono sempre colpevolizzate, gli uomini sempre giustificati. E forse il vero scandalo dovrebbe essere proprio questa dinamica malata. Tuttavia, questo fenomeno culturale di cui oggi ci sembra quasi banale parlare, acquista una profondità sconcertante nel momento stesso in cui viene rappresentato davanti ai nostri occhi sul palcoscenico. E’ come guardarsi improvvisamente allo specchio e trovarsi brutti, sbagliati.

La scrittura di Cotroneo è rapida, pungente, quasi cinematografica. Abbiamo apprezzato molto i dialoghi dal buon ritmo e l’originalità del finale. Altro punto di merito è quello di non trattare il pubblico come se fosse composto da un branco di imbecilli incapaci di capire le cose. Cotroneo non è ricorso a quella fastidiosa prassi di tanta sceneggiatura italiana dell’inserire battute assolutamente innaturali ma che, secondo gli autori, aiutano il pubblico a capire la storia, tipo quando una moglie dice al marito “vai tu a prendere tua figlia Maria a scuola!”. Quali genitori direbbero mai una frase del genere? Purtroppo però le fiction italiane – e anche tanto teatro – ci hanno assuefatto a tali oscenità, ma per fortuna Cotroneo ce le ha risparmiate.
Forse una critica possiamo muoverla al personaggio della cameriera Maria che, così com’è scritto, risulta essere poco credibile nelle interazioni con la vita privata di Laura. Tuttavia nel quadro più ampio dello spettacolo tale neo non ne inficia la riuscita.

Altro punto a favore di “Scandalo” è l’ottimo cast.
Anna Valle è una Laura di polso, sicura di sé, carismatica e mentale. Perfetta per il ruolo.
Gianmarco Saurino è un Andrea fisico, sfrontato, testosteronico. La tensione sessuale che si crea tra i due è palpabile e ringraziamo ancora una volta Cotroneo per non aver censurato bigottamente nessun dettaglio, anche il più esplicito.
Ottimi anche Orsetta De Rossi nel ruolo dell’editrice radical chic Giulia, Angelo Tanzi in quello di Roberto e Matilde Pacella in quelli della cameriera Maria.

Bella la scena fissa di Monica Sironi, giusti i costumi di Alberto Moretti, meno riuscite le luci di Cesare Accetta che ci sono sembrate poco precise (ma alla prima è un peccato veniale).

“Scandalo” è uno spettacolo che merita di esser visto e che, a distanza di giorni, resta in mente. Vi consigliamo di non perderlo.

Questa recensione si riferisce alla recita del 9 dicembre al Teatro Manzoni di Milano.

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