Ai blocchi di partenza le nuove stagioni de La Contrada, Stabile Sloveno e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
di Prunella
Fino a pochi anni fa, le nuove stagioni venivano presentate a settembre. Con l’ansia di anticipare sempre tutto, adesso i mesi gettonati sono quelli estivi. A Trieste è stata la Contrada a rompere il ghiaccio offrendo un’anteprima della sua stagione (a settembre, comunque, verrà svelato l’intero programma, cui va aggiunto anche quello del Teatro dei Fabbri, le proposte di Teatro ragazzi e l’attività dell’Associazione Amici della Contrada), seguita dallo Stabile Sloveno. All’appello non si è sottratto neppure il Verdi, il tempio della lirica e per ultimo il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Come ha spiegato Livia Amabilino, presidente e direttrice artistica della Contrada, «questo 2026 coincide con i festeggiamenti per i nostri 50 anni di attività, abbiamo una mostra al Museo teatrale, ci hanno conferito il Sigillo trecentesco (si tratta della massima onorificenza civica del Comune di Trieste), abbiamo realizzato numerosi eventi estivi in città e abbiamo anche deciso di anticipare la campagna abbonamenti in estate in modo da dare ancora più tempo agli spettatori di studiare le proposte. Tra l’altro, a chi ha acquistato a giugno, è stato offerto il vantaggio di uno spettacolo in più a scelta tra gli Eventi Speciali al prezzo promozionale di 3 euro, tra cui Accabadora dal romanzo di Michela Murgia, Prima Facie della Compagnia Finzi Pasca e Tre sedie. La scenografia con Alessandro Fullin».
Il cartellone principale sgrana dodici spettacoli, di cui cinque sono produzioni originali, ma accanto ci saranno anche numerosi fuori abbonamento ed eventi speciali.
La Contrada ha sempre privilegiato la drammaturgia contemporanea effervescente, fresca, lieve, aggiungendo anche dei classici. Dal 12 al 15 novembre 2026 Amanda Sandrelli sarà La bisbetica domata di Shakespeare; dall’11 al 14 febbraio 2027 sarà la volta di Pirandello e il suo L’uomo la bestia e la virtù con Vanessa Gravina e Max Malatesta, dal 18 al 21 marzo una tenera commedia degli equivoci scritta nel 1933 da Peppino e Titina De Filippo, 40 ma non li dimostra.
Ci saranno due adattamenti teatrali tratti dalla narrativa: Oltre il giardino dall’omonimo romanzo di Jerzy Kosinski per la regia di Fabrizio Coniglio (4 -7 marzo) e I promessi sposi con Giuseppe e Micol Pambieri, Paolo Triestino e Ruben Rigillo (1- 4 aprile).
L’apertura classica della stagione, fissata l’8 ottobre è in dialetto triestino. Mattatrice assoluta Ariella Reggio con Ocio alla Debegnac, per la regia di Davide Calabrese. Il 26 novembre in scena ci sarà Scandalo, nuovo spettacolo firmato da Ivan Cotroneo con Anna Valle e Gianmarco Saurino (leggi qui la nostra recensione di Milano). Il 10 dicembre l’ultima opera teatrale del drammaturgo inglese Joe Orton, Ciò che vide il maggiordomo con Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino.
Tra gli ospiti sulle tavole del palcoscenico triestino anche Marisa Laurito e Giorgia Würth in Madre per sempre di Marta Barcelò; Iva Zanicchi con Viva la Mamma!; Tosca D’Aquino in Cena con sorpresa di Augusto Fornari. Infine il 13 maggio Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio in Notte di follia della francese Josiane Balasko.

La nuova stagione del Teatro Stabile Sloveno è intitolata L’albero della vita. Viaggio teatrale alle radici dell’umanità, perché in scena verranno messe storie di vita declinate in maniera drammatica e comica, dove il riferimento è legato al titolo della raccolta che riassume il percorso artistico del poeta triestino Miroslav Košuta, nonché omaggio all’artista che per molti anni è stato direttore del teatro.
«In un mondo sempre più veloce e frammentato, il teatro resta uno dei pochi luoghi della presenza reale: un luogo in cui condividiamo ancora lo stesso tempo», così ha chiosato il presidente Ivan Jevnikar.
Anche qui dodici spettacoli, sovratitolati in italiano, tra debutti di produzioni TSS e spettacoli ospiti in prima nazionale con un programma base di sei spettacoli e un programma a scelta.
Il debutto il 2 ottobre è all’insegna dell’allegria, della risata, con Rumori fuori scena, produzione del Teatro nazionale di Ljubljana, diretto da Ivana Djilas. A novembre debutterà la prima produzione dello Sloveno, Vene di Lisa Wentz, drammaturga originaria del Tirolo per la regia di Igor Pison. Una storia che parla di verità taciute all’interno di un rapporto di coppia. A dicembre gli autori spagnoli Marc Angelet e Cristina Clemente ci presenteranno Vittoria, una commedia sui genitori, i figli, i sogni, la libertà. La compagnia dello Sloveno sarà diretta da Nenni Delmestre.
Dicembre mese delle feste e della leggerezza: sul palcoscenico di via Petronio il rifacimento del divertentissimo testo di Ken Ludwig Lend me a tenor, qui dal titolo Dov’è la primadonna?, follie nel backstage di un teatro lirico.
Alen Jelen a febbraio metterà in scena Art di Yasmina Reza, mentre l’ultimo debutto di stagione a maggio sarà con La memoria dell’acqua della drammaturga britannica Shelagh Stephenson.
Il programma a scelta di spettacoli in orario serale (nel senso che non ci sono mai repliche pomeridiane) dal sottotitolo Coraggioso ha selezionato tre spettacoli ospiti che trattano temi come la discriminazione, la guerra e l’eredità storica. L’11 novembre andrà in scena lo spettacolo lirico La balena sulla spiaggia per la regia di Vinko Möderndorfer; da non perdere il 21 gennaio prossimo L’incubatrice di Oliver Frljic, regista che ha sempre affrontato temi scomodi e controversi. Qui si parla delle incubatrici a Gaza prive di elettricità. Chiuderà il ciclo ad aprile un testo, L’assalto, ispirato alla vita e alle opere di Karel Destovnik-Kajuh (1922-1944) che indaga sulle motivazioni che hanno portato molti ragazzi che hanno vissuto la guerra a unirsi al movimento partigiano.
Nel programma pomeridiano con inizio alle 17 verrà privilegiata la commedia: si debutta con una produzione dell’Auditorium Portorose, Pegule di Iztok Mlakar e firmato da Vito Taufer. A gennaio Tutto era possibile, spettacolo che ha vinto il premio come miglior produzione comica al festival Le giornate della commedia di Celje, mentre ad aprile, in occasione del centenario della nascita di Dario Fo, la commedia Coppia aperta, quasi spalancata.

Last but not least lo Stabile del Friuli Venezia Giulia con, al momento, 88 spettacoli, di cui venti di prosa più altri cinque programmati per un solo giorno, 29 per la scena contemporanea alla Sala Bartoli più altri cinque; dieci titoli nel cartellone Musical, nove in quello intitolato Danza, Circo & Performance e ancora dieci titoli per il Teatro brillante & Concerti. Fin da ora vi rimandiamo al sito www.ilrossetti.it dove in toto potrete vedere tutto il programma.
«Un programma per un teatro accessibile a tutti», come ha ricordato il presidente Francesco Granbassi.
Ci limitiamo in questo contesto a segnalarvi soltanto alcuni spettacoli sparpagliati nei vari cartelloni in questa stagione 2026/27 intitolata Accomodiamoci, sulle nuove poltrone che dal 14 ottobre accoglieranno il pubblico.
Il sipario si aprirà su Le ultime lune di Furio Bordon, testo bellissimo e reso immortale da Marcello Mastroianni, ripreso da Gianrico Tedeschi e nella nuova versione, firmata da Paolo Valerio, con Alessandro Haber. Sempre per la regia del direttore artistico dello Stabile, a Trieste solo per un giorno, il 17 febbraio, ma lo spettacolo girerà in tour, non perdete Romeo e Giulietta con un cast di giovanissimi strepitosi.
Nella programmazione non mancano i grandi classici da Luigi Pirandello e il suo Non si sa come con Franco Branciaroli (29 ottobre) a Carlo Goldoni e Una delle ultime sere di carnovale firmato da Valerio Binasco (12 novembre), da Bertolt Brecht e la sua Madre Coraggio con Lunetta Savino (26 novembre) a Shakespeare e il Riccardo III (23 marzo 2027), fino ai due massimi protagonisti del Rinascimento italiano, Niccolò Machiavelli e la sua Mandragola (11 febbraio) e Ludovico Ariosto con l’Orlando Furioso (27 febbraio). Ci piace però mettere in luce, People, places and things del pluripremiato drammaturgo inglese Duncan Macmillan, firmato da Pierfrancesco Favino (21 gennaio); Enigma di Hugh Whitemore, tratto dalla biografia di Andrew Hodges su Alan Turing (4 marzo); Prima del temporale con il grande Umberto Orsini (1 aprile).
La scena contemporanea solletica la curiosità: ci sono gli alluvionali Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guarrieri con Scemi del villaggio (20 ottobre); sarà di nuovo ospite Ugo Dighero con Mistero buffo (22 dicembre): Paolo Valerio con La strage di Vergarolla (9 febbraio); La forza debole testo e regia di Rafael Spregelburd; L’Urlo scritto, diretto e interpretato da Alessandro Albertin (2 marzo); Il racconto dell’ancella dal romanzo di Margaret Atwood firmato da Graziano Piazza (20 aprile).
La stagione musical propone soprattutto produzione italiane, da Christmas Carol con Roberto Ciufoli (3 dicembre) all’inossidabile Notre Dame de Paris (16 dicembre), da Gloria con le canzoni di Umberto Tozzi (3 febbraio) a Frida Opera Musical (leggi qui la nostra recensione di Milano) firmato da Andrea Ortis (19 febbraio), da All you need is love con Jacopo Sarno e Chiara Canzian (31 marzo) a Il ragazzo dai pantaloni rosa per la regia di Massimo Romeo Piparo (26 maggio).
Grande ritorno per The Phantom of the Opera (leggi qui la nostra recensione) con la regia di Federico Bellone e.. rullo di tamburi, il 7 gennaio il palcoscenico del Rossetti ospiterà il concerto di John Owen Jones, famoso per i suoi ruoli del Fantasma nel musical The Phantom of the Opera e di Jean Valjean in Les Misérables a Londra e a Broadway.
Cartellone Danza etc., da non perdere i Complexions (26 gennaio), visti qualche anno fa a Miramare, Rock the Ballet (23 febbraio) e il poeticissimo The Infinite Approach con la compagnia francese di Yoann Bourgeois (18 maggio). Ritorna Slava (9 marzo), Arturo Brachetti (9 febbraio) e Les Virtuoses, spettacolo surreale dei fratelli Mathias e Julien Cadez (12 gennaio).
Per il Teatro brillante e Concerti, Brunori SAS (22 ottobre), i Wiener Symphoniker (19 marzo), Fabio De luigi (24 ottobre), Katia Follesa (22 marzo), Virginia Raffaele (13 aprile) e il nostro Angelo Pintus (20 maggio).
Rubando le parole al direttore artistico Paolo Valerio, «è qui la festa? Sì. Grazie di essere venuto o tornato, il tuo posto è sempre qui, con noi, alla festa del Teatro».
