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REVIEW – PRODIGI

“Prodigi” prodigiosi

di Enrico Zuddas

Tutti noi conosciamo la magia del teatro e ne abbiamo più volte sperimentato la capacità di creare illusioni: ma che succede quando è l’illusionismo a farsi teatro?

La risposta è stata offerta al pubblico del Teatro Comunale “Luca Ronconi” di Gubbio (PG), cui è stato accordato il privilegio dell’anteprima nazionale di PRODIGI, ora al Teatro Manzoni di Milano e presto al Colosseo di Torino.

Lo spettacolo è incentrato sulle capacità portentose di Vanni De Luca, illusionista di fama internazionale nonché Campione Italiano al Master of Magic di Saint Vincent, capace di risolvere un cubo di Rubik e contemporaneamente recitare a memoria il canto di Paolo e Francesca dall’Inferno di Dante e insieme risolvere un complesso enigma numerico: un’opera di multitasking che lo ha fatto applaudire in tutto il mondo.

Ma se a un “normale” show di magia si associano l’eleganza e l’ironia targate Oblivion – la regia reca infatti la firma di Davide Calabrese, autore del testo insieme a Fabio Vagnarelli, qui anche in veste di produttore esecutivo – ecco che lo spettacolo diventa più che magico. In questi anni di vuota e greve comicità gli Oblivion hanno saputo infatti additare una via alternativa, fatta di classe, cultura e preparazione tecnica: e questo raro marchio di fabbrica è perfettamente riconoscibile anche in PRODIGI.

Ci ritroviamo dunque catapultati all’inizio del Novecento, ai tempi di Houdini, quando gli spettatori del vaudeville impazzivano per illusionismo, mentalismo, escapologia, ma anche per i side show, le esibizioni di “mostri” e freaks spesso associate a giochi di prestigio. Affiancato dall’ottima spalla di Tiziano Grigioni, che associa alle abilità di mago quelle di intrattenitore, Vanni De Luca si richiama ai grandi maestri di allora, ne ricorda le biografie, spesso drammatiche, li riporta in vita ripercorrendone i loro numeri più famosi. Così il programma include una grande varietà di performance, che spaziano dagli scacchi alla matematica, dalla scrittura al contrario fino a prove fisiche che tengono il pubblico col fiato sospeso. Alle già sperimentate capacità sensoriali, di memoria e di calcolo De Luca aggiunge ora una dimestichezza attoriale che rivela la competenza di chi lo ha guidato in questo originale percorso.

“Dov’è l’inganno?”, si chiede la gente, inevitabilmente. Chi scrive, casualmente selezionato in platea, ha visto “leggere” la propria tessera sanitaria, con tanto di nome e data di nascita, da un De Luca bendato e sorvegliato; a questo punto mi rallegro di non aver tirato fuori il bancomat! Ma importa poi scovare il trucco? Lo ha capito il pubblico di Gubbio, entusiasta e forse anche  un po’ frastornato da questo spettacolo così unico nel suo genere, che come ormai pochi ha il potere di affascinare grandi e piccoli, scettici e non, attraverso le imprevedibili potenzialità della mente umana.

QUI LA PRESENTAZIONE DELLO SPETTACOLO

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